The Bach Open Project – Vie Di Fuga

J.S.Bach è sempre stato un autore amato dai jazzisti, che l’hanno spesso interpretato (gli adepti della scuola di Tristano erano soliti suonare in concerto qualche sua invenzione) o rivisitato con swing (Jacques Loussier). Emblema storico del musicista per musicisti, artista illuminato ma al contempo indefesso artigiano e scienziato musicale, immerso come nessun altro nella ricerca categorica degli infiniti disegni architettonici del pensiero e del linguaggio musicale (alla sua epoca da poco definitivamente codificato nel sistema temperato equabile) Bach è un compositore squisitamente speculativo e dunque una miniera di risorse. Per questo lavoro, commissionatomi dal Festival Magie Barocche per l’Orchestra Jazz del Mediterraneo, ho trovato terreno fertile nell’incredibile corpus di fughe e canoni denominato l’Offerta Musicale, che Bach produsse, per pura invenzione e divertimento, partendo da un brevissimo frammento musicale suggeritogli dal re di Prussia Federico II, detto “il Grande”, anch’egli musicista a tempo perso… Così nasce Vie di Fuga. Sei degli otto brani del disco si rifanno a quell’opera, e includono una rielaborazione di tutte e quattro le parti della Trio Sonata, un mix di canoni che confluiscono in Diversi Canoni, e una mia personale invenzione sul tema originale di Federico II (Regium Waltz). Diversamente, Sinfonia IX Revisited proviene da una delle 15 Sinfonie a tre voci, mentre Bach Gigabytes è un’improvvisazione del bravo pianista Seby Burgio su alcune cellule tematiche tratte dalle Suites Inglesi. Queste divagazioni tangenziali di sapore jazzistico possono magari far rabbrividire qualche purista ma, ne sono convinto, trovano un’intima risonanza nella concezione modulare, e per questo destinata a una perenne modernità, dell’anima bachiana. Ad ascoltarle, il gran tedesco sarebbe il primo, io credo, a divertirsi.

The Bach Open Project – Vie di Fuga, è stato registrato dall’Orchestra Jazz del Mediterraneo su Anagliphos Records